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Adottati coreani: storia, numeri e origini

Più di 170 000 adottati coreani sono nati in Corea del Sud e cresciuti all'estero dal 1953. Ecco cosa si sa, cosa è cambiato nel 2025 e da dove cominciare una ricerca.

Settant'anni di adozione internazionale

L'adozione internazionale di bambini coreani inizia all'indomani della guerra di Corea (1950-1953), prima per gli orfani di guerra e i bambini di origine mista, poi per i figli di madri nubili o di famiglie povere. Negli anni Settanta e Ottanta, con l'industrializzazione del paese, le partenze raggiungono diverse migliaia all'anno. La Corea del Sud diventa il primo paese d'origine dei bambini adottati nel mondo, e gli adottati coreani la più grande diaspora adottiva del pianeta. Il governo sudcoreano conta poco più di 170 000 bambini adottati all'estero dal 1953, di cui 156 242 registrati dal Ministero della Salute tra il 1953 e il 2004. La maggior parte dei ricercatori ritiene che il totale reale superi i 200 000. Le adozioni internazionali sono diminuite molto dagli anni 2010, ma non si sono mai fermate del tutto.

Dove vivono oggi gli adottati coreani

Più della metà degli adottati coreani è cresciuta negli Stati Uniti. Poi viene l'Europa: oltre 11 000 in Francia, circa 10 000 in Svezia, 9 000 in Danimarca, 6 000 in Norvegia e oltre 4 000 nei Paesi Bassi, a cui si aggiungono Germania, Belgio, Svizzera, Italia, Lussemburgo, Australia e Canada. In Danimarca e Norvegia, le persone nate in Corea rappresentano la metà di tutti gli adottati internazionali. È una diaspora dispersa ma numerosa, i cui membri condividono spesso lo stesso vissuto senza essersi mai incontrati. È proprio per questo che Inyeon esiste in dieci lingue.

2025, l'anno della svolta

Il 26 marzo 2025 la Commissione per la verità e la riconciliazione della Corea del Sud ha concluso, dopo quasi tre anni di indagini su 367 casi di adottati, che lo Stato aveva violato i diritti umani degli adottati coreani inviati all'estero: identità perdute, falsificate o inventate, consensi mancanti, controlli frettolosi sulle famiglie adottive, quote mensili fissate dalla domanda estera. Il 19 luglio 2025 due nuove leggi hanno trasferito allo Stato la responsabilità di tutte le adozioni, fino ad allora affidate ad agenzie private. I fascicoli sono stati centralizzati presso il Centro nazionale per i diritti del bambino (NCRC), che ora gestisce le richieste di ricerca familiare. Il 1° ottobre 2025 la Convenzione dell'Aia sull'adozione internazionale è entrata in vigore per la Corea del Sud.

Cercare le proprie origini: da dove cominciare

Il primo passo è chiedere l'accesso al proprio fascicolo all'NCRC, che oggi conserva gli archivi delle vecchie agenzie (Holt, Eastern, KSS, KWS). A Seul, G.O.A.'L, un'organizzazione fondata da adottati, accompagna le ricerche della famiglia biologica e le richieste di visto F-4 e di doppia cittadinanza. Dal 25 marzo 2025 esiste anche uno sportello dedicato agli adottati presso il Centro servizi per i coreani all'estero. Quando i documenti sono incompleti o falsi, il DNA diventa la pista principale: 325Kamra offre test gratuiti agli adottati coreani e confronta i risultati con quelli di famiglie coreane. I registri dei voli, i nomi degli orfanotrofi e le date di arrivo restano indizi preziosi, soprattutto incrociati con quelli di altri adottati.

Le associazioni di adottati, paese per paese

In Francia, Racines Coréennes, fondata nel 1995, è la più antica associazione di adottati del paese e riunisce diverse centinaia di membri intorno a incontri, laboratori e un viaggio annuale in Corea. La Voix des Adoptés accompagna le ricerche delle origini per tutti i paesi. In Svezia c'è AKF (Adopterade Koreaners Förening), in Danimarca Korea Klubben, nei Paesi Bassi Arierang, negli Stati Uniti KAAN e, a livello mondiale, IKAA, che federa le associazioni nazionali e organizza un grande raduno ogni tre anni. Queste associazioni sono complementari a Inyeon: loro fanno vivere la comunità sul posto, Inyeon collega i suoi membri oltre i confini.

Cosa porta Inyeon alla ricerca

Molti ritrovamenti tra adottati coreani avvengono per caso, in un gruppo Facebook o durante un viaggio. Inyeon rende quel caso un po' meno casuale. Ogni membro registra, se lo desidera, agenzia, orfanotrofio, città di nascita, date e volo di arrivo. La rete incrocia queste informazioni tra tutti i membri e segnala le storie che coincidono: stesso orfanotrofio nello stesso periodo, stesso volo, stesse date. Un suggerimento non è mai una certezza, ma è una pista che due persone possono verificare insieme e poi confermare con il DNA. I dati sono cifrati, invisibili fuori dalla comunità, e ogni membro decide cosa condividere. L'accesso avviene su invito o dopo la verifica di una richiesta.

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